<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Metodo Boshi: Ricerca]]></title><description><![CDATA[Ricerca visiva quotidiana, la rubrica (settimanale) in cui analizzo per te identità visive, siti dalla grafica interessante e ti mostro anche come realizzo le mie ricerche visive partendo da immagini su Pinterest.]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/s/ricerca-visiva-quotidiana</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qmie!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F09d749e0-c674-4925-9c5c-a33e5db111d5_1152x1152.png</url><title>Metodo Boshi: Ricerca</title><link>https://metodoboshi.substack.com/s/ricerca-visiva-quotidiana</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 10:20:28 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://metodoboshi.substack.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Emanuele Centola]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[metodoboshi@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[metodoboshi@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Emmaboshi]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Emmaboshi]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[metodoboshi@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[metodoboshi@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Emmaboshi]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 80 Claude e Anthropic: partner di pensiero, layout accademico, tecnologia misurata]]></title><description><![CDATA[Analisi dell&#8217;identit&#224; visiva di Anthropic e Claude: un sistema tipografico umanistico e coerente che traduce la complessit&#224; dell&#8217;AI in linguaggio editoriale e razionale.]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-80-claude-e-anthropic</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-80-claude-e-anthropic</guid><pubDate>Mon, 16 Mar 2026 07:02:18 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/b441bd7a-ad90-4c16-af97-e3bfeadb99d5_4782x2680.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-WipSapHmnQ8" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;WipSapHmnQ8&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/WipSapHmnQ8?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao  &#10024;</p><p>In questo episodio analizzo l&#8217;identit&#224; visiva di Anthropic e del suo prodotto principale, Claude. Parliamo di un&#8217;azienda statunitense fondata nel 2021 a San Francisco da Dario Amodei e Daniela Amodei, entrambi ex OpenAI, con un posizionamento fortemente orientato alla ricerca sulla sicurezza dell&#8217;intelligenza artificiale. Claude &#232; il loro sistema conversazionale, lanciato nel 2023 e progressivamente aggiornato con versioni come Claude 2, Claude 3 e le successive iterazioni Opus, Sonnet e Haiku.<br><br>Quello che mi ha colpito immediatamente &#232; la qualit&#224; umanistica dell&#8217;impianto grafico. Siamo nel territorio dell&#8217;AI, quindi di un prodotto tecnologico complesso, ma l&#8217;identit&#224; non indulge mai in codici visivi freddi o iper&#8211;digitali. Al contrario, il linguaggio &#232; razionale, ordinato, quasi editoriale.<br><br>Il sito di Anthropic, in particolare la sezione Research, &#232; costruito come un magazine accademico. Il layout &#232; arioso, le colonne sono calibrate con grande precisione, gli spazi bianchi funzionano come vere aree di rispetto. Il fondo non &#232; un bianco puro ma un crema molto leggero che abbassa il contrasto e rende la lettura pi&#249; morbida. Il logotipo, spesso ridotto a monogramma con slash, diventa un segno discreto, quasi istituzionale.<br><br>La scelta tipografica &#232; il punto nodale. C&#8217;&#232; un dialogo continuo tra font graziati e bastoni. Il corpo testo &#232; spesso affidato a un serif che richiama l&#8217;editoria culturale, mentre didascalie, micro&#8211;testi e interfacce utilizzano un sans serif pi&#249; neutro e funzionale. Le didascalie delle immagini sono composte con grande cura, in dimensioni ridotte ma perfettamente leggibili. I link sono sottolineati in modo netto, senza ambiguit&#224; cromatiche, e questo restituisce una chiarezza quasi accademica.<br><br>Questo approccio mi ricorda il primo grande redesign di Mailchimp del 2018, quando l&#8217;introduzione massiccia di caratteri graziati ruppe con l&#8217;estetica puramente tech per costruire un&#8217;immagine pi&#249; culturale e autoriale. Anche qui avverto una volont&#224; simile: dare all&#8217;intelligenza artificiale una dimensione discorsiva, quasi letteraria.<br><br>Passando a Claude, il payoff <em>Meet your thinking partner</em> esplicita questa direzione. Non uno strumento, non un motore, ma un partner di pensiero. La homepage &#232; costruita attorno a un grande titolo centrale in serif elegante, con animazioni lente e misurate. Le illustrazioni al tratto hanno un segno vibrante, leggermente tremolante, che introduce una componente organica. L&#8217;asterisco del logo Claude, disegnato con lo stesso linguaggio illustrativo, diventa elemento identitario ricorrente.<br><br>Le animazioni sono sempre contenute. I paragrafi compaiono progressivamente, le tab cambiano contenuto con micro&#8211;transizioni morbide. Nulla &#232; lasciato all&#8217;effetto spettacolare. &#200; un controllo razionale che richiede un enorme lavoro di sistema, perch&#233; la quantit&#224; di contenuti testuali &#232; considerevole, soprattutto nelle pagine dedicate ai modelli come Opus o nelle release notes tecniche.<br><br>Molto interessante &#232; la coerenza tra <a href="http://anthropic.com">anthropic.com</a> e <a href="http://claude.ai">claude.ai</a>. Si passa dall&#8217;azienda al prodotto senza percepire fratture. Il linguaggio cromatico rimane sobrio, le gerarchie tipografiche sono coerenti, il footer &#232; organizzato con una griglia rigorosa che restituisce un senso di affidabilit&#224; istituzionale.<br><br>Un ultimo elemento &#232; il linguaggio video. Lo spot recente di Claude con un&#8217;estetica cinematografica mantiene la stessa coerenza visiva. Nessuna deriva pubblicitaria aggressiva. Il tono rimane riflessivo, misurato, con un impianto visivo che potremmo definire umanistico applicato alla tecnologia.<br><br>Dal punto di vista progettuale, il caso Anthropic&#8211;Claude &#232; interessante perch&#233; dimostra come un prodotto altamente tecnico possa essere comunicato attraverso codici visivi propri dell&#8217;editoria culturale e dell&#8217;accademia. &#200; un&#8217;operazione di posizionamento precisa: costruire fiducia attraverso ordine, tipografia e spazio.<br><a href="https://felixturner.github.io/tsl-gradient-pills/"><br></a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 79 Stereo Tropico: brutalismo caldo, tipografia viva, ritmo collettivo]]></title><description><![CDATA[Analisi di un&#8217;identit&#224; visiva per una serata tropicale di Barcellona che utilizza distorsione tipografica e illustrazione potenti]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-79-stereo-tropico</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-79-stereo-tropico</guid><pubDate>Mon, 09 Mar 2026 07:01:34 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/f856d4d8-7660-400b-a394-17d0c9b149b9_4738x2686.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-vNhWsKQs6jA" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;vNhWsKQs6jA&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/vNhWsKQs6jA?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao  &#10024;</p><p>In questo episodio ti porto dentro l&#8217;identit&#224; grafica di Stereo Tropico, una serata tropicale che si tiene a Barcellona e che ho scoperto navigando su Instagram. Anche senza conoscere a fondo l&#8217;organizzazione o la struttura del progetto, basta scorrere il loro feed per capire che c&#8217;&#232; una direzione visiva precisa applicata con grande coerenza.<br><br>La prima cosa che mi ha colpito &#232; quella che potremmo definire una forma di brutalismo volutamente sgraziato. &#200; un&#8217;estetica che pu&#242; sembrare &#8220;brutta&#8221; a uno sguardo superficiale, ma che in realt&#224; &#232; controllata con attenzione. I colori sono saturi, accesi, potenti e costruiscono un immaginario che dialoga con la musica proposta durante le serate, spesso legata a cumbia, elettronica latina e contaminazioni tropicali. La vitalit&#224; delle illustrazioni &#232; centrale: figure umane che si deformano, ruotano, si fondono con elementi vegetali che ricordano foglie di palma. Le braccia diventano fronde, i corpi sembrano ondeggiare come piante mosse dal vento o dal suono.<br><br>Il logotipo &#8220;Stereo Tropico&#8221; &#232; un elemento decisivo. La scritta &#232; irregolare, non cerca equilibrio tradizionale n&#233; una leggibilit&#224; impeccabile. &#200; compressa, deformata, a volte animata nei video. Questo trattamento genera riconoscibilit&#224;: anche quando le informazioni secondarie non sono chiarissime, l&#8217;impatto complessivo funziona perfettamente per il contesto del clubbing, dove l&#8217;atmosfera viene prima della didascalia.<br><br>La struttura dei layout &#232; ricorrente: illustrazione nella parte inferiore, scritta dominante sopra. &#200; un sistema semplice ma replicabile, che costruisce continuit&#224; tra flyer digitali, post Instagram e materiali fisici come banner e affissioni. Penso ad esempio ai grandi teli stampati con simboli forti come l&#8217;occhio centrale, un segno che lavora quasi come un emblema rituale, perfettamente allineato con l&#8217;idea di esperienza collettiva e notturna.<br><br>Non ho trovato crediti espliciti sull&#8217;autore o sull&#8217;autrice delle illustrazioni, ma &#232; evidente che ci sia una collaborazione stabile con una figura capace di fondere segno illustrativo e costruzione tipografica. <br><br>Quello che trovo riuscito &#232; la trasformazione dell&#8217;imperfezione in linguaggio. Non &#232; casualit&#224;, &#232; un codice visivo reiterato. Dopo poche uscite, se incontri quella tipografia distorta o quelle figure vegetali che oscillano, capisci immediatamente che si tratta di Stereo Tropico. Questa &#232; identit&#224; visiva nel senso pi&#249; concreto del termine.<br><br>E funziona anche come possibile estensione su merchandising. Una t-shirt con quel logotipo, un poster serigrafato, diventano oggetti che raccontano appartenenza a un contesto preciso. &#200; grafica pensata con una consapevolezza progettuale molto chiara.</p><p>Link <a href="https://www.instagram.com/stereotropicobcn/">instagram.com/stereotropicobcn</a><br><a href="https://felixturner.github.io/tsl-gradient-pills/"><br></a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 78 Versioni storiche di emmaboshi.net: siti in Flash, micro crew, memoria grafica]]></title><description><![CDATA[Quante volte ho rifatto il mio sito dal 2004 a oggi? Innumerevoli]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-78-versioni-storiche</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-78-versioni-storiche</guid><pubDate>Mon, 02 Mar 2026 07:02:23 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/e6e339a8-9002-4736-b96e-794d2cf87995_3794x2146.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-aY3blWDGozs" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;aY3blWDGozs&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/aY3blWDGozs?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao  &#10024;</p><p>in questo episodio guardiamo le versioni storiche di Emmaboshi.net, partendo dalla prima che si riesce a recuperare, datata 8 febbraio 2004. Per farlo utilizzo Internet Archive, che permette di rivedere le pagine cos&#236; come erano pubblicate in quel momento, ma il centro del discorso &#232; proprio il sito e la sua struttura originaria.</p><p>Nel 2004 moltissimi siti erano costruiti usando <em>Flash</em>, una tecnologia che consentiva animazioni, movimenti e interazioni che oggi &#232; stata definitivamente dismessa. Anche il mio sito dell&#8217;epoca era interamente basato su <em>Flash</em>, quindi l&#8217;esperienza era fatta di transizioni, elementi che si muovevano e cambi di stato al passaggio del mouse.</p><p>La prima versione in assoluto di emmaboshi.net l&#8217;avevo chiamata <em>winter version</em> con l&#8217;idea iniziale di aggiornarla ogni tre mesi (LOL) seguendo le stagioni. All&#8217;interno del sito c&#8217;erano le mie illustrazioni e collage, all&#8217;epoca mi piaceva molto cimentarmi in quei lavori.</p><p>Compariva il personaggino che diceva &#8216;<em>bestiale&#8217;</em> e c&#8217;era <em>Ploki (in da baita)</em>, una micro crew che ci eravamo inventato con Lorenzo Lazzari.</p><p>In parallelo avevo realizzato anche <em>Pixpics</em>, un piccolo sito pensato per raccogliere le mie fotografie, s&#236; perch&#233; in quel periodo avevo anche aspirazioni da fotografo e stavo cercando uno spazio web separato dove mostrare quel tipo di produzione.</p><p>Si vede inoltre il primo logo Emmaboshi, con la E e la B tridimensionali. L&#8217;illustrazione principale aveva un&#8217;impronta anni Cinquanta americana e un font molto marcato.<a href="https://felixturner.github.io/tsl-gradient-pills/"><br></a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 77 Le migliori copertine di libri degli ultimi dieci anni, secondo Literary Hub]]></title><description><![CDATA[Una lettura critica delle copertine editoriali pi&#249; citate dell&#8217;ultimo decennio, tra scelte tipografiche, collage ricorrenti e strategie visive pensate per farsi notare sullo scaffale]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-77-le-migliori-copertine</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-77-le-migliori-copertine</guid><pubDate>Mon, 23 Feb 2026 07:01:09 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/61b5795e-3f7e-4aa9-b4e9-28aeff2ad37e_4738x2688.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-AUQLLXkDYAk" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;AUQLLXkDYAk&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/AUQLLXkDYAk?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao  &#10024;</p><p>In questo episodio della ricerca visiva quotidiana mi sono immerso nella classifica delle migliori copertine editoriali degli ultimi dieci anni <a href="https://lithub.com/the-best-book-covers-of-the-last-decade/">pubblicata da Literary Hub</a>, una piattaforma statunitense curata da editor ed editori indipendenti, che si occupa di critica letteraria, editoria e cultura del libro. </p><p>Il sito ha raccolto, anno per anno, le copertine pi&#249; citate e discusse dal 2016 al 2025, riunendole in un unico articolo che diventa una panoramica molto ampia sullo stato della grafica editoriale contemporanea.</p><p>Ho sfogliato questa selezione come farei davanti a uno scaffale, soffermandomi su ci&#242; che emerge a colpo d&#8217;occhio e su ci&#242; che invece resta pi&#249; debole nonostante una buona esecuzione. </p><p>Alcune copertine lavorano sulla materia stessa del libro, come <em>Cannibals in Love</em> (2016), progettata dallo studio Nakim, dove la carta sembra tirata, lacerata, quasi epidermica, e il gesto fisico diventa parte del contenuto visivo. Altre si affidano a soluzioni pi&#249; tipografiche, come <em>But What If We&#8217;re Wrong</em> di Chuck Klosterman, con design di Paul Sahre, dove il titolo rovesciato diventa un dispositivo immediato per emergere nello spazio della libreria.</p><p>Nel corso degli anni tornano con insistenza il collage, l&#8217;assemblaggio analogico, il ritaglio, spesso usati come segni riconoscibili ma non sempre necessari. Alcune copertine risultano eleganti e misurate, altre pi&#249; cariche, talvolta eccessivamente complesse. Il tema della visibilit&#224; sullo scaffale &#232; costante: molte scelte grafiche sembrano pensate per distinguersi dalla media pi&#249; che per costruire un sistema coerente.</p><p>Una presenza ricorrente &#232; quella di <a href="https://www.petermendelsund.com/covers">Peter Mendelsund</a>, designer statunitense nato nel 1968, tra i pi&#249; influenti nel panorama editoriale angloamericano. Le sue copertine per autori i libri di W.G. Sebald (<em>Gli anelli di Saturno</em>, <em>Vertigini</em>, <em>Gli emigranti</em>) e Fernando Pessoa (<em>Il libro dell&#8217;inquietudine</em>). Mostrano un uso controllato del collage, della fotografia e della tipografia, con una forte attenzione alla struttura e alla leggibilit&#224;, anche quando il progetto si estende fisicamente dal fronte al retro del volume.</p><p>Alcuni lavori colpiscono per soluzioni semplici ma incisive, come <em>Was She Pretty?</em>, dove una scritta monumentale domina lo spazio, o <em>Shuggie Bain</em> (2018), primo classificato, con un&#8217;immagine apparentemente decorativa che da lontano costruisce una figura ambigua e perturbante. Altri invece risultano pi&#249; datati, soprattutto quando ripropongono stilemi del collage digitale dei primi anni Duemila o citazioni molto riconoscibili del design di fine Novecento.</p><p>Negli anni pi&#249; recenti aumentano le copertine fortemente tipografiche, i gradienti estesi, le superfici plastiche, le immagini trattate come texture pi&#249; che come soggetti. Alcuni progetti funzionano meglio visti su schermo che come oggetti cartacei, altri invece acquistano forza proprio nella dimensione fisica del libro. Non tutte le copertine convincono, ma quasi tutte raccontano un tentativo chiaro di occupare lo spazio visivo della libreria con decisione.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/AUQLLXkDYAk&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/AUQLLXkDYAk"><span>Guarda il video</span></a></p><p><br>URL: <a href="https://lithub.com/the-best-book-covers-of-the-last-decade/">https://lithub.com/the-best-book-covers-of-the-last-decade/</a><a href="https://felixturner.github.io/tsl-gradient-pills/"><br></a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 76 Gradient Pills by Felix Turner: gradienti generativi, forme elastiche, codice visivo]]></title><description><![CDATA[Un esperimento web in cui gradienti animati, shader e controlli parametrici convivono in tempo reale dentro il browser, mostrando come il codice possa diventare materia visiva]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-76-gradient-pills</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-76-gradient-pills</guid><pubDate>Mon, 16 Feb 2026 07:01:03 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/45cc22b2-1f0f-4b99-ad08-7c7db46b3686_4740x2674.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2--D2CMdQNj2o" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;-D2CMdQNj2o&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/-D2CMdQNj2o?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao  &#10024;</p><p>Questa volta ti porto a esplorare un esperimento visivo di Felix Turner, un creative technologist di Los Angeles specializzato in sviluppo web front-end, WebGL e shader GLSL.  &#65532;<br><br>Il progetto si chiama <a href="https://felixturner.github.io/tsl-gradient-pills/">Gradient Pills</a> ed &#232; una serie di animazioni di gradienti in forma di &#8220;pillole&#8221; scalabili e deformabili direttamente nel browser. <br><br>Ti accoglie una prima schermata in cui il gradiente pulsa e si muove con un ritmo fluido, e cliccando puoi avanzare per scoprire altre variazioni. Ogni composizione &#232; generata via codice e manipolata tramite parametri che puoi regolare in tempo reale.<br><br>Una delle caratteristiche pi&#249; intriganti del progetto &#232; il pannello di controllo in basso a destra con cui si rivelano i parametri che permettono di ruotare la forma, alterarne la frequenza delle onde, cambiare l&#8217;ampiezza della deformazione e persino modificare l&#8217;intensit&#224; del bagliore esterno. <br><br>Tra i controlli pi&#249; divertenti c&#8217;&#232; anche la possibilit&#224; di switchare i livelli di visualizzazione tramite la &#8220;Debug view&#8221;, che evidenzia la struttura sottostante della forma &#8212; bordi sfocati, maschere generali e tracciati che danno corpo al gradiente con sfumature organiche e dinamiche.<br>Oltre alla semplice variazione di colore (puoi scegliere due palette di base, ad esempio aggiungendo toni gialli o pi&#249; freddi), si pu&#242; regolare la proporzione del gradiente stesso, spingendo l&#8217;animazione verso risultati pi&#249; lineari o pi&#249; caotici, a seconda di ci&#242; che stai cercando di ottenere.<br><br>Tutto questo &#232; eseguito in tempo reale nel browser, sfruttando tecnologie web aperte come JavaScript e WebGL, senza alcuna dipendenza da tool esterni, caratteristica che rende Gradient Pills interessante sia come esperimento visivo sia come laboratorio di interfacce e interazioni grafiche.<br></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/-D2CMdQNj2o&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/-D2CMdQNj2o"><span>Guarda il video</span></a></p><p><br>URL: <a href="https://felixturner.github.io/tsl-gradient-pills/">https://felixturner.github.io/tsl-gradient-pills/<br></a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 75 Archivio grafica italiana: griglie visive, storia stampata, bellezza funzionale]]></title><description><![CDATA[Un archivio che raccoglie la storia della grafica italiana e la rende leggibile, studiabile e ancora attuale]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-75-archivio-grafica</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-75-archivio-grafica</guid><pubDate>Mon, 09 Feb 2026 07:00:34 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/d039aace-72a2-4824-b15e-2c86cae6b206_4736x2686.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-5FaqiG5qbCw" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;5FaqiG5qbCw&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5FaqiG5qbCw?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao  &#10024;</p><p>Nel video di oggi esploriamo archiviograficaitaliana.com, un sito fighissimo per comprendere, studiare o semplicemente lasciarsi ispirare dalla storia della grafica italiana del Novecento. L&#8217;archivio ha una struttura rigorosa e ben progettata, una griglia di progetti filtrabili per anno, autore, medium o tipologia di lavoro. </p><p>Ci guardiamo il progetto per La Rinascente nel 1951 firmato da Max Huber, maestro del modernismo svizzero attivo in Italia che ha lasciato un&#8217;impronta decisiva nel visual design del secondo dopoguerra. </p><p>Diamo un'occhiata anche ai logotipi Olivetti disegnati nel 1970 da Walter Ballmer, anche lui svizzero attivo a lungo in Italia, al logo Coin del 1955, ancora firmato da Max Huber, meno noto rispetto ad altre versioni successive ma molto figo. </p><p>Una delle sezioni che pi&#249; mi piacciono di archiviograficaitaliana.com &#232; quella dedicata agli anni Cinquanta, con i progetti, tra gli altri, del mitico Erberto Carboni, artista e grafico parmense classe 1899. Il suo lavoro per Barilla del 1956 &#8211; in particolare guardiamo un packaging per la pasta a fondo blu con pattern fatti di pasta che cade &#8211; rappresenta secondo me un vertice espressivo per la grafica industriale italiana. </p><p>Navigando questo sito nella sezione anni Novanta incontriamo un visual progettato da Pierpaolo Vetta (dello studio Tassinari/Vetta), uno dei protagonisti della grafica editoriale e culturale italiana contemporanea, per una presentazione di un libro di Frank Gehry.</p><p>L&#8217;archivio, pur essendo monolingua inglese, &#232; estremamente accessibile e rappresenta un vero strumento di consultazione per chi lavora nel mondo del design visivo.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/5FaqiG5qbCw&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/5FaqiG5qbCw"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="http://archiviograficaitaliana.com">archiviograficaitaliana.com</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 74 Atextures: texture perdute, carte parlanti, immagini profonde]]></title><description><![CDATA[Un viaggio dentro una galleria Flickr fatta di carte, scansioni, fotografie e superfici imperfette, dove la texture diventa linguaggio e ispirazione progettuale.]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-74-atextures-texture</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-74-atextures-texture</guid><pubDate>Mon, 02 Feb 2026 07:01:05 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/80bf16da-07c3-4ac2-812d-46b28ed5c673_4700x2684.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-REMHGiE4iC0" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;REMHGiE4iC0&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/REMHGiE4iC0?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao  &#10024;</p><p>In questo episodio della ricerca visiva quotidiana continuo l&#8217;esplorazione degli abissi di Flickr e mi imbatto in una galleria che mi ha letteralmente risucchiato: <strong>Atextures</strong>. &#200; una raccolta curatoriale che vive dentro Flickr e che funziona come un grande contenitore di immagini accomunate pi&#249; da una sensibilit&#224; che da una regola precisa.</p><p>A curarla &#232; <strong>Paratext Archive</strong>, un archivio che raccoglie materiali visivi eterogenei, spesso storici, spesso anonimi, sempre fortemente materici. Atextures &#232; una galleria aperta ai contributi di pi&#249; utenti e proprio per questo risulta imprevedibile, discontinua e sorprendente.</p><p>Dentro ci trovi di tutto: fotografie pubblicitarie anni &#8217;50, carte marmorizzate dell&#8217;Ottocento, pagine di libri scientifici, scansioni microscopiche, botanica, astronomia, quaderni, francobolli, pattern, noise puro. Ogni immagine ha una texture forte, sgranata, imperfetta, di quelle che ti viene voglia di usare subito come base per un progetto grafico.</p><p>La cosa che mi interessa di pi&#249; &#232; che molte di queste immagini potrebbero vivere una seconda vita: diventare palette cromatiche, fondi, pattern, icone, addirittura loghi. Alcune hanno una regolarit&#224; quasi scientifica, difficilissima da ricostruire in vettoriale, altre invece sono pura casualit&#224; analogica, ed &#232; proprio l&#236; che succede qualcosa di interessante.</p><p>Atextures &#232; uno di quei posti in cui puoi perdere ore senza accorgertene, passando da una foto all&#8217;altra come in un archivio infinito. &#200; un pozzo di ispirazione visiva, disordinato ma curato, che consiglio a chiunque lavori con grafica, immagini e materia. Ti lascio il link in descrizione: se ti va, preparati a perderci una giornata intera.</p><p></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/REMHGiE4iC0&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/REMHGiE4iC0"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://www.flickr.com/photos/191815555@N02/galleries/72157722735885666/">https://www.flickr.com/photos/191815555@N02/galleries/72157722735885666/</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 73 Text on a curve: lettere circolari, grafica magica, archivi dimenticati]]></title><description><![CDATA[Un viaggio dentro bolli, fiammiferi e lettere piegate, raccolti e dimenticati dentro un angolo di Flickr]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-73-text-on-a-curve</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-73-text-on-a-curve</guid><pubDate>Mon, 26 Jan 2026 07:00:55 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/1b412eaf-3dcb-4a30-b409-443ed2690e93_4752x2608.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-4yoj-TORDFE" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;4yoj-TORDFE&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/4yoj-TORDFE?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao  &#10024;</p><p>In questo episodio della ricerca visiva quotidiana facciamo un&#8217;immersione dentro Flickr, e pi&#249; precisamente dentro un gruppo che &#232; una vera miniera di riferimento grafico: <strong>Text on a Curve</strong>. &#200; una raccolta dedicata esclusivamente a fotografie di loghi tondi e testi curvati, un archivio visivo sterminato che parla di bolli, stemmi, adesivi, packaging e identit&#224; costruite attorno alla forma circolare.</p><p>Scorrendo il gruppo ci si imbatte in una quantit&#224; impressionante di soluzioni tipografiche. Non tutto &#232; memorabile, ma basta poco per trovare esempi molto forti: scritte che seguono curve estreme, lettere deformate con intelligenza, testi che abbracciano icone, simboli e illustrazioni. &#200; interessante vedere come la curvatura diventi parte del carattere stesso e non solo un effetto applicato.</p><p>Una cosa che mi piace molto &#232; la variet&#224; delle fonti: tombini, scatole di fiammiferi, saponette, etichette, insegne, ricami, adesivi. Oggetti spesso nati per tutt&#8217;altro scopo che diventano esercizi di tipografia applicata. Molti lavori sono vintage, altri pi&#249; recenti, ma tutti mostrano come il testo curvato possa essere leggibile, decorativo e strutturale allo stesso tempo.</p><p>Il gruppo funziona anche come archivio documentario. Chi carica le immagini spesso aggiunge contesto, date, luoghi, provenienza. Questo permette non solo di ispirarsi formalmente, ma anche di capire come e perch&#233; certe soluzioni sono nate. In alcuni casi le immagini sono abbastanza grandi da poter zoomare e studiare i dettagli, i filetti, le sovrapposizioni, i giochi di profondit&#224;.</p><p>Se lavori su loghi tondi, bolli, patacche, sticker o packaging con testo piegato, questo gruppo &#232; una fonte praticamente inesauribile. &#200; uno di quei posti dove basta perdere mezz&#8217;ora per tornare con dieci idee diverse in testa. Ti lascio il link in descrizione per esplorarlo con calma e, come sempre, spero che questa ricerca visiva ti dia materiale buono per i tuoi prossimi progetti.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/4yoj-TORDFE&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/4yoj-TORDFE"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://www.flickr.com/groups/textonacurve/pool/">https://www.flickr.com/groups/textonacurve/pool/</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 72 Rituals for good: report narrativo, dati illustrati, corporate fantasy]]></title><description><![CDATA[Un impact report trasformato in racconto digitale, dove numeri, tipografia e illustrazione guidano la lettura]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-72-rituals-for-good</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-72-rituals-for-good</guid><pubDate>Mon, 19 Jan 2026 07:01:34 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/cb87172c-ac7f-4c02-a9fa-643b585f9ef0_4748x2674.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-RfvtUYj_FCs" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;RfvtUYj_FCs&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/RfvtUYj_FCs?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao  &#10024;</p><p>In questo episodio della ricerca visiva quotidiana guardiamo Rituals for Good che &#232; un impact report, un bilancio annuale che invece di presentarsi come un documento tecnico, ha la forma del racconto e diventa un sito da esplorare.<br><br>Questo report &#232; costruito come una pergamena che si srotola, ci sono un prologo, capitoli intermedi e un epilogo finale. Tipografia decorativa, cornici illustrate, palette ridotta e animazioni leggere accompagnano KPI, score e indicatori senza interrompere la lettura. I dati restano centrali, ma vengono inseriti dentro una struttura narrativa continua.<br><br>Il progetto &#232; firmato da Something Familiar, un&#8217;agenzia inglese che si occupa di branding, identit&#224; visiva e progetti digitali, ed &#232; anche una B Corp, ovvero un&#8217;azienda certificata che rispetta standard verificati di impatto sociale e ambientale, trasparenza e responsabilit&#224;. Le B Corp sono tenute a pubblicare un bilancio di impatto annuale in cui rendicontano governance, persone, comunit&#224;, ambiente e clienti, seguendo criteri condivisi a livello internazionale.<br><br>Qui la rendicontazione diventa esperienza editoriale. I dati sono spiegati con un linguaggio accessibile, accompagnati da illustrazioni e micro-testi che mantengono alta l&#8217;attenzione. Questo progetto ci dimostra come anche un documento obbligatorio possa trasformarsi in uno strumento di comunicazione coinvolgente e ben progettato.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/RfvtUYj_FCs&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/RfvtUYj_FCs"><span>Guarda il video</span></a></p><p></p><p><a href="https://ritualsforgood.somethingfamiliar.co.uk/">https://ritualsforgood.somethingfamiliar.co.uk/</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 71 Zorg van de Zaak: rosa sanitario, corporate gentile, texture imperfette]]></title><description><![CDATA[Quando la sanit&#224; aziendale smette di essere grigia e trova una voce visiva pi&#249; umana, fatta di colore, tipografia e piccoli segni imperfetti]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-71-zorg-van-de-zaak</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-71-zorg-van-de-zaak</guid><pubDate>Mon, 12 Jan 2026 07:01:57 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/8e25f41c-50b2-430c-a639-3c79384911dc_4752x2694.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-qOgj9xpXWt0" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;qOgj9xpXWt0&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/qOgj9xpXWt0?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao  &#10024;</p><p>finito il corso di identit&#224; visiva, riprendiamo il nostro appuntamento con la ricerca visiva quotidiana ogni luned&#236; mattina alle 8, per iniziare bene la settimana.</p><p>In questo episodio della ricerca visiva quotidiana diamo un'occhiata all&#8217;identit&#224; realizzata per Zorg van de Zaak dall&#8217;agenzia di Amsterdam Revolte. Mi ha colpito l&#8217;uso di un rosa molto acceso e di una tipografia tutta minuscola, essenziale, che imposta immediatamente un tono preciso e riconoscibile.<br><br>Zorg van de Zaak opera nella sanit&#224; per le aziende, un settore solitamente comunicato con codici visivi neutri e istituzionali. Qui invece il colore diventa protagonista e la tipografia introduce una dimensione pi&#249; umana. &#200; una scelta che sposta l&#8217;attenzione dalla burocrazia alla persona, rendendo il brand pi&#249; vicino e contemporaneo.<br><br>Mi piace la combinazione tra elementi digitali e interventi di sapore analogico. Pattern puntinati, rigature, texture bitmap e segni che ricordano la matita convivono con superfici pulite e vettoriali. Questo contrasto costruisce un sistema visivo dinamico, capace di restare ordinato senza risultare piatto.<br><br>Le illustrazioni e i doodle lavorano per sottrazione: cerchi, frecce, sottolineature che accompagnano il testo e ne rafforzano il ritmo. Questo approccio mi ha ricordato il lavoro di Blexbolex, soprattutto per l&#8217;uso misurato della figura e per quella qualit&#224; grafica che resta funzionale alla comunicazione.<br><br>Dal sito alle brochure, fino alle animazioni e alle fotografie monocromatiche, il progetto mantiene una forte coerenza. La tipografia principale, pi&#249; morbida e umanistica, dialoga con un carattere a bastoni pi&#249; rigoroso. Ne risulta un&#8217;identit&#224; solida, ben strutturata, che dimostra come anche ambiti complessi possano essere raccontati con un linguaggio visivo chiaro e personale.<br></p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/qOgj9xpXWt0&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/qOgj9xpXWt0"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://www.revoltestudio.nl/portfolio/zorg-van-de-zaak">https://www.revoltestudio.nl/portfolio/zorg-van-de-zaak</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 70 mud™: branding sporco, crudo, rivoluzionario (vabbè non esageriamo)]]></title><description><![CDATA[Un progetto di identit&#224; che oserei dire fangoso]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-70-mud-branding-sporco</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-70-mud-branding-sporco</guid><pubDate>Wed, 03 Sep 2025 10:08:15 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/youtube/w_728,c_limit/2G79X-VA47k" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-2G79X-VA47k" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;2G79X-VA47k&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/2G79X-VA47k?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao </p><p>tornato dalle ferie di agosto mi ero quasi dimenticato di mandarti questa mail con il nuovo video. Chi &#232; gi&#224; iscritt&#601; al <a href="https://www.youtube.com/@metodoboshi">canale Youtube</a> l&#8217;ha gi&#224; visto luned&#236; mattina alle 8, perch&#233; sono stato bravo a programmarlo prima di andare in ferie, ma questa mail no, non l&#8217;avevo ancora preparata. Eccomi allora!</p><div><hr></div><p>In questo episodio della ricerca visivia ci guardiamo mud&#8482;, un brand nato a Londra dall&#8217;iniziativa di due designer, Angelina Pischikova e Karina Zhukovskaya. </p><p>Il payoff &#232; <em>The Everyday Wash for Dirty Dogs</em> e si tratta di uno shampoo per cani formulato per non profumare, una scelta che ribalta le logiche del mercato <em>pet care</em>, spesso improntato su estetiche addomesticate e profumazioni artificiose. </p><p>Secondo mud&#8482; i cani non sono bambole da esibire o deodorare e meritano un prodotto che non ne tradisca la natura. L&#8217;intero sistema visivo si fonda su questo principio, a partire dal naming &#8212; <em>mud</em>, cio&#232; fango &#8212; che diventa dichiarazione di intenti e filo conduttore del progetto. </p><p>Il logo sembra quasi sciogliersi ed &#232; stato progettato per comunicare un senso di materia viva, colante, instabile, come se fosse modellato direttamente dalla sostanza che rappresenta. </p><p>La bottiglia in toni neutri e terrosi &#8212; grigi, sabbia, ocra &#8212; utilizza una vernice termosensibile che reagisce al calore: quando entra in contatto con l&#8217;acqua calda, il logo svanisce, per poi riapparire una volta che la superficie si raffredda nuovamente. Il tono di voce del brand, adottato nei copy del pack, sul sito e sulla comunicazione social, &#232; ironico, crudo e affilato. </p><p>Frasi come 'Dogs should smell like dogs, not like a pi&#241;a colada' o 'Tested on animals. They love it.' sintetizzano con intelligenza e umorismo il posizionamento del prodotto, ridicolizzando l&#8217;idea di un cane profumato, laccato, sradicato dalla sua dimensione istintiva. Anche lo stile fotografico contribuisce in maniera decisiva alla costruzione dell&#8217;identit&#224; del brand. Le immagini in bianco e nero, scattate con flash diretto e grana molto marcata, restituiscono l&#8217;energia notturna di reportage urbani anni &#8217;90 e mettono in scena i cani in modo diretto, privo di idealizzazione o estetizzazione eccessiva. </p><p>Accanto a questo registro pi&#249; crudo, mud&#8482; affianca anche fotografie a colori, ambientate in spazi domestici o naturali, che aggiungono un livello di empatia e accessibilit&#224;, ma senza mai tradire il tono generale del progetto. Il sito e l&#8217;account Instagram riflettono questa dialettica: impaginazione rigorosa, cromie spente, dettagli tattili, e una capacit&#224; notevole di tenere insieme coerenza concettuale e leggibilit&#224; visiva. mud&#8482; non &#232; solo un esempio riuscito di branding contemporaneo, ma anche un piccolo atto culturale. </p><p>&#200; stato selezionato da Creative Boom e Design Week come uno dei progetti pi&#249; significativi del 2025, ricevendo anche un riconoscimento al D&amp;AD. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/2G79X-VA47k?si=DRqG2HMkNPHHnRli&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/2G79X-VA47k?si=DRqG2HMkNPHHnRli"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://moremud.co/">moremud.co</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 69 Principi Estudi: etichette tipografiche, vino e inchiostro, Barcellona rules]]></title><description><![CDATA[Uno studio di grafica di Bacellona da conoscere]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-69-principi-estudi</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-69-principi-estudi</guid><pubDate>Mon, 28 Jul 2025 06:00:25 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/473cec94-b120-49e6-80d2-143bcdee07da_4748x2688.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-qg73V2_Wwus" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;qg73V2_Wwus&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/qg73V2_Wwus?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao </p><p>In questo episodio esploro il lavoro dello studio di design grafico <em><a href="http://Principi">Principi</a></em>, con sede a Barcellona. Un sito essenziale, fatto solo di immagini in sequenza, introduce un universo dove la tipografia domina. </p><p>Ci arrivo partendo da un progetto di etichette vinicole che mi ha colpito per eleganza e forza comunicativa: le etichette create per Celler 9+ &#8212; in collaborazione con lo studio Praktica. Lo stile di Principi &#232; essenziale ma mai freddo. </p><p>Ogni progetto sembra contenere un&#8217;intuizione forte, una direzione chiara, spesso giocata su dettagli tipografici e scelte cromatiche nette. Il progetto per un brand di bastoncini d&#8217;incenso, con l&#8217;uso della sfocatura per evocare la fragranza, &#232; un gesto minimo che diventa narrativo. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/qg73V2_Wwus&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/qg73V2_Wwus"><span>Guarda il video</span></a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 68 Pannelli di controllo: GUI-emozioni, pixel d’annata, retrointerazione]]></title><description><![CDATA[Un archivio interattivo del pannello di controllo del Mac dal 1984 al 2004, tra emulazioni funzionanti, design brutalista e nostalgie digitali d'autore]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-68-pannelli-di-controllo</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-68-pannelli-di-controllo</guid><pubDate>Mon, 21 Jul 2025 06:01:35 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/dcfcafa4-e815-4bf6-b19b-2c18de407c85_4756x2698.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-5ncPSXi8Ym4" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;5ncPSXi8Ym4&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5ncPSXi8Ym4?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao </p><p>La puntata di oggi &#232; particolare perch&#233; esploriamo l&#8217;evoluzione del pannello di controllo del Mac dal 1984 al 2004 grazie al sito <em>Frame of Preferences</em>. So che gi&#224; alcun&#1079; di voi avranno abbandonato, e vi rispetto! Ahah io invece li adoro. </p><p>Quanto tempo passiamo al computer? E se lavori su un Mac da pi&#249; venticinque anni hai visto cambiare radicalmente l'interfaccia grafica del sistema operativo. Frame of Preferences ripercorre l&#8217;evoluzione del pannello di controllo del Mac dal 1984 al 2004. </p><p>Sul sito &#232; possibile interagire con il sistema operativo come se fossimo davanti a un vero Macintosh. Il sito ha un&#8217;estetica volutamente r&#233;tro, con il cursore che proietta un&#8217;ombra arancione e l'utilizzo di font brutalisti che evocano le prime stampanti ad aghi e ricrea l&#8217;esperienza d&#8217;uso dei vecchi OS Apple, permettendo azioni come aprire menu, modificare le preferenze o interagire con il pannello di controllo. </p><p>Ogni capitolo &#232; accompagnato da note storiche, checklist e dettagli sulle funzioni di sistema. Una delle trovate pi&#249; brillanti &#232; la presenza di oggetti fisici, come un tappetino all&#8217;uncinetto che riproduce la GUI (Graphical User Interface) del System 1. </p><p>In pi&#249;, ogni schermata &#232; arricchita da annotazioni e consigli su quali funzionalit&#224; provare, rendendo l&#8217;interazione un percorso guidato ma libero, a met&#224; tra esplorazione e gioco. Il sito contiene anche collegamenti ad archivi storici come archive.org, dove &#232; possibile sfogliare i manuali originali del Macintosh. In un&#8217;epoca in cui pochi sapevano cosa fosse un computer, Apple spiegava ogni singola azione che oggi diamo per scontato (aprire, copiare, incollare ecc). </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/5ncPSXi8Ym4&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/5ncPSXi8Ym4"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://aresluna.org/frame-of-preference/">https://aresluna.org/frame-of-preference/ </a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 67 Tripadvisor by Koto, gufofollia, tipobotto, stockpocalypse]]></title><description><![CDATA[Un progetto che ridefinisce l&#8217;identit&#224; di un brand globale attraverso coerenza visiva, narrazione emotiva e un uso sapiente della voce degli utenti]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-67-tripadvisor-by</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-67-tripadvisor-by</guid><pubDate>Mon, 14 Jul 2025 06:02:03 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/4cafe4ed-9391-4c06-b3b2-fbf44244308b_4744x2688.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-0nz3r3c3hkw" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;0nz3r3c3hkw&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/0nz3r3c3hkw?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao </p><p>oggi diamo un'occhiata al rebranding di TripAdvisor firmato da Koto, l&#8217;agenzia globale top in questo momento per le identit&#224; visive. </p><p>Il gufo storico del logo di TripAdvisor &#232; stato liberato dal suo contenitore, e ora inoltre i suoi occhi si muovono e seguono l&#8217;azione: una scelta pi&#249; espressiva che zoologicamente esatta (i gufi girano la testa di 270&#176;), ma perfetta per comunicare empatia e presenza. Il redesign non stravolge l&#8217;identit&#224; esistente ma la evolve con maestria. Il tratto dell'icona &#232; stato ispessito per uniformarsi con il font custom (chiamato 'Trip') disegnato nel 2020 da <a href="https://www.colophon-foundry.org/">Colophon Foundry</a>. </p><p>Questa famiglia di font grazie a Koto prende davvero il centro della scena: tipografia enorme, assertiva, viva. TripAdvisor ora utilizza scatti veri degli utenti, post-prodotti con un effetto grana, con filtri e palette cromatiche derivate dai colori stessi delle immagini. Un cambio radicale rispetto alle vecchie foto, dal sapore un po' stock, che dona immediatezza e coinvolgimento emotivo. Ogni visual &#232; una micro-storia vera, raccontata con voci e volti autentici. </p><p>I testi che usano sono tratti dalle vere recensioni degli e delle utenti, e le cinque stelle della valutazione si trasformano in pallini, piccoli accenti visivi che aggiungono carattere. Gli occhi del gufo animato puntano sempre verso il centro dell&#8217;azione: un dettaglio che guida lo sguardo e rafforza la composizione. Il risultato &#232; un&#8217;identit&#224; gioiosa, leggibile, piena di energia e presenza visiva. </p><p>Non &#232; una rivoluzione ma un&#8217;ottimizzazione brillante. TripAdvisor adesso parla con una voce pi&#249; calda, umana e coinvolgente. E se questo &#232; il nuovo standard visivo per i brand, io ci sto. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/0nz3r3c3hkw&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/0nz3r3c3hkw"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://koto.studio/work/tripadvisor/">https://koto.studio/work/tripadvisor/</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 66 Eat my socks: packaging, ironia e saturazione]]></title><description><![CDATA[Un progetto che trasforma un prodotto ordinario in un oggetto grafico, grazie a un&#8217;identit&#224; coerente su tutti i livelli: design, fotografia e tono di voce]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-66-eat-my-socks-packaging</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-66-eat-my-socks-packaging</guid><pubDate>Mon, 07 Jul 2025 06:00:18 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/14bfd8a9-01fa-4869-87eb-3720614782cf_4752x2696.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-AhbL5jFL4A4" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;AhbL5jFL4A4&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/AhbL5jFL4A4?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao </p><p>In questo episodio analizzo <em>Eat My Socks</em>, un brand spagnolo che costruisce tutta la sua forza sull&#8217;identit&#224; visiva. L&#8217;oggetto in s&#233; &#8211; il calzino &#8211; &#232; solo il punto di partenza. Il progetto si distingue per il packaging concettuale e per una direzione artistica che sfrutta l&#8217;inganno visivo e il linguaggio del pop commerciale.</p><p>Ogni confezione &#232; un fake food: patatine, bottiglie di vino, salumi, dolciumi. Ma dentro ci sono calzini. La cosa interessante non &#232; solo l&#8217;ironia, ma la coerenza visuale tra oggetto, texture, cromie e tipografia. Il packaging come piattaforma narrativa.</p><p>Il sito &#232; un e-commerce essenziale, ma ogni prodotto &#232; raccontato tramite scatti ipersaturi e stilizzati. Luci finte, deformazioni ottiche, cromie volutamente sballate mi ricorda <em>Toiletpaper Magazine</em>, ma l&#8217;uso della fotografia &#232; pi&#249; funzionale al prodotto che fine a s&#233; stesso.</p><p>Dal punto di vista del brand design, mi colpisce la coerenza tra logo, tipografia, tono di voce e scelte cromatiche. L&#8217;ironia non &#232; casuale, ma sistematica. Un&#8217;ottima case study di packaging design al servizio dell&#8217;identit&#224; visiva.</p><p>Eat My Socks &#232; un esempio utile per ragionare su come il packaging possa diventare linguaggio, e su come l&#8217;oggetto grafico possa risignificare un prodotto ordinario. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/AhbL5jFL4A4&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/AhbL5jFL4A4"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://eatmysocks.shop/">eatmysocks.shop/</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 65 Tiny Awards: web minmale, poetico, assurdo]]></title><description><![CDATA[Un premio per celebrare i migliori siti indipendenti che usano internet come spazio creativo, tra parchi che durano un minuto e sandwich che ruotano senza motivo.]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-65-tiny-awards-web</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-65-tiny-awards-web</guid><pubDate>Mon, 30 Jun 2025 06:00:24 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/81aaf3ed-ab0b-4ffd-b49f-b1999056867b_4746x2696.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-NxvGFoML6qA" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;NxvGFoML6qA&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/NxvGFoML6qA?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao </p><p>In questo video ti parlo dei Tiny Awards, un premio nato nel 2023 per censire e valorizzare i progetti web indipendenti, personali e sperimentali. Non si tratta di siti commerciali, ma di lavori creati per il gusto di usare internet come spazio creativo. Il sito ufficiale &#232; gi&#224; un ottimo esempio: curato, minimale, con una grafica volutamente retr&#242;.</p><p>La struttura del sito dei Tiny Awards &#232; ispirata a un&#8217;estetica classica, con una finestra singola sul lato sinistro che richiama l&#8217;architettura medievale. Il font e il layout ricordano una fotocopia tipografica, volutamente anti-pubblicitaria. Tra le sezioni principali c&#8217;&#232; l&#8217;elenco dei giudici, tutti autori, designer o sperimentatori noti nel mondo del web indipendente.</p><p>Mostro poi "One Minute Park", vincitore dell&#8217;edizione 2024. &#200; una collezione di video da 60 secondi girati in parchi di tutto il mondo. Non sono dirette in streaming, ma registrazioni. Il sito si aggiorna a ogni caricamento e punta a raccogliere 1440 clip, una per ogni minuto della giornata.</p><p>Nel 2023 il premio &#232; andato a "Rotating Sandwiches", un sito che mostra sandwich animati che ruotano su s&#233; stessi. Non c&#8217;&#232; altro. Scrollando si vedono panini diversi, in loop. &#200; un progetto concettuale che sfrutta l&#8217;assurdo come forma di espressione. Il suo valore sta proprio nella sua inutilit&#224; deliberata.</p><p>Esploro infine altri finalisti: esperimenti interattivi, scambi asincroni di messaggi, giochi di parole e forme. Alcuni sono criptici, altri pi&#249; accessibili, ma tutti dimostrano come il web possa essere un luogo per invenzioni senza obiettivi di mercato. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/NxvGFoML6qA&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/NxvGFoML6qA"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://tinyawards.net/">tinyawards.net</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 64 Adobe rebrand: sobrio, coerente, intelligente]]></title><description><![CDATA[Il nuovo sistema visivo di Adobe, firmato Mother Design, unisce tipografia, animazione e layout con rigore e chiarezza, segnando un passo intelligente nel confronto con Figma e Canva]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-64-adobe-by-mother</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-64-adobe-by-mother</guid><pubDate>Mon, 23 Jun 2025 06:00:27 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/youtube/w_728,c_limit/iZADX2A_a7w" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-iZADX2A_a7w" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;iZADX2A_a7w&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/iZADX2A_a7w?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao </p><p>In questo video esploro il nuovo rebranding di Adobe curato da Mother Design, agenzia di New York specializzata in identit&#224; visive globali. Il restyling coinvolge il logotipo, il font custom creato da MCKL e una nuova cornice rossa chiamata &#8220;Lens&#8221; che diventa dispositivo narrativo centrale.</p><p>Adobe prova a rinnovare la propria immagine cercando di tenere il passo con Figma e Canva. La &#8220;A&#8221; si fonde finalmente nel logotipo, le interfacce si razionalizzano, gli splash screen diventano eleganti. E tutto funziona con una semplicit&#224; disarmante.</p><p>Mi colpisce la coerenza tipografica, la pulizia delle animazioni, l&#8217;equilibrio tra heritage e presente. Questo rebranding, per quanto sommesso, ha un&#8217;intelligenza interna notevole: non stupisce, ma convince. E francamente, da Adobe, non me lo aspettavo.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/iZADX2A_a7w&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/iZADX2A_a7w"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://www.motherdesign.com/work/adobe">motherdesign.com/work/adobe</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 63 Jon Burgerman, spray, doodle, pupazzi]]></title><description><![CDATA[Un viaggio nell&#8217;opera materica e sfocata di un mitico illustratore inglese]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-63-jon-burgerman-spray</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-63-jon-burgerman-spray</guid><pubDate>Mon, 16 Jun 2025 06:00:40 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/5ce85a53-44c0-4cb6-b300-e593935eb009_4744x2682.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-kT9Wf0Krgoo" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;kT9Wf0Krgoo&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/kT9Wf0Krgoo?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao </p><p>In questo video esploro il lavoro di Jon Burgerman, artista e illustratore britannico che conobbi nel 2015 quando lo vidi sul palco della conferenza TypeBerlin. Gi&#224; allora i suoi doodle caotici e ironici avevano qualcosa di irresistibile e oggi li ritrovo arricchiti da sfumature spray e stratificazioni materiche. </p><p>In questo video scorro le sue opere recenti: tele sature di colore, vernici colate, dettagli pastosi, e collaborazioni con brand come Popmart. Burgerman non &#232; solo artista visivo, ma anche autore di progetti editoriali, oggetti da collezione e ambienti immersivi, la sua estetica &#232; colta, disturbata e disturbante. </p><p>Mi piace la coerenza con cui ha sviluppato un linguaggio visivo che fonde illustrazione, arte contemporanea e cultura digitale. Il suo stile &#232; una miniera di ispirazione per chi cerca nuove forme di narrazione visiva. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/kT9Wf0Krgoo&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/kT9Wf0Krgoo"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://jonburgerman.com/">jonburgerman.com</a></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 62 Monogrammi che passione]]></title><description><![CDATA[Dal lettering nuziale alla Secessione Viennese passando per vjtype]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-62-monogrammi-che</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-62-monogrammi-che</guid><pubDate>Mon, 09 Jun 2025 06:00:48 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/006a3148-f8cd-4e2f-8661-fe90e2950068_4750x2686.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-_16_mwWb_-w" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;_16_mwWb_-w&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/_16_mwWb_-w?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao </p><p>In questo episodio della Ricerca visiva mi lascio risucchiare dall&#8217;universo dei monogrammi tipografici. Partendo da un pin su Pinterest con scritto &#8220;Curtis&#8221; si apre un mondo fatto di iniziali intrecciate, arabeschi calligrafici e inviti nuziali cesellati con eleganza. Scorrendo, inciampo in un esempio tipografico del 2011: un &#8220;Save the Date&#8221; che funziona come macchina del tempo. </p><p>Da l&#236;, seguo il sentiero fino a Violaine &amp; Jeremy, designer francesi che adoro (vjtype.com). Il loro carattere &#8220;Love&#8221; l'ho usato nel mio progetto per il Festival Biblico. Tra i monogrammi storici che vediamo in questo video spiccano sigle come &#8220;SB EA&#8221; del 1929 o &#8220;PRB 1848&#8221;: geometrie che raccontano epoche, amori, famiglie. </p><p>La mia attenzione poi viene catturata dai monogrammi della Secessione Viennese: Klimt, Hoffmann, Moser. Veri esercizi di sintesi simbolica. Le lettere doppie di Koloman Moser, in particolare, sono una lezione di equilibrio formale.</p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/_16_mwWb_-w&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video su Youtube&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/_16_mwWb_-w"><span>Guarda il video su Youtube</span></a></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ricerca visiva 61 La nuova identità visiva di Amazon]]></title><description><![CDATA[Un&#8217;operazione titanica di branding firmata Studio Koto: 18 mesi di lavoro per restituire coerenza, eleganza e potenza visiva a uno dei marchi pi&#249; riconoscibili (e caotici) del mondo]]></description><link>https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-62-la-nuova-identita</link><guid isPermaLink="false">https://metodoboshi.substack.com/p/ricerca-visiva-62-la-nuova-identita</guid><pubDate>Mon, 02 Jun 2025 06:00:47 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/24f4b3c5-f538-46bc-909c-9b7bdb81c4be_4748x2700.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<div id="youtube2-zRsLicZmyho" class="youtube-wrap" data-attrs="{&quot;videoId&quot;:&quot;zRsLicZmyho&quot;,&quot;startTime&quot;:null,&quot;endTime&quot;:null}" data-component-name="Youtube2ToDOM"><div class="youtube-inner"><iframe src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/zRsLicZmyho?rel=0&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;enablejsapi=0" frameborder="0" loading="lazy" gesture="media" allow="autoplay; fullscreen" allowautoplay="true" allowfullscreen="true" width="728" height="409"></iframe></div></div><p>Ciao </p><p>In questo episodio della ricerca visiva quotidiana esploriamo il gigantesco rebranding di Amazon firmato dallo Studio Koto. Un progetto monumentale durato 18 mesi, in cui &#232; stato ridefinito l'intero sistema visivo del colosso americano, partendo dallo smile fino a ogni sotto-brand, prima totalmente disgregati.</p><p>Navigando il case study sul sito di Koto si percepisce subito l&#8217;ambizione del progetto: mettere ordine in una galassia di loghi, font, colori e layout creati in autonomia dai vari uffici sparsi nel mondo. Il risultato &#232; un&#8217;identit&#224; visiva unitaria, sistemica, elegante, dove tutto convive con una precisione chirurgica.</p><p>Uno degli elementi chiave &#232; l&#8217;Amazon Logo Sans, un font custom pensato per trasmettere coerenza globale. Assieme a questo, hanno raffinato il celebre smile e definito un nuovo arancione, lo &#8220;Smile Orange&#8221;, pi&#249; saturo e riconoscibile. Anche i caratteri non latini sono stati armonizzati per rafforzare il riconoscimento del brand a prescindere dalla lingua.</p><p>Il progetto comprende anche un sistema di icone coerente, un&#8217;organizzazione cromatica dei vari settori (come Prime, Fresh, Health), e un&#8217;attenzione maniacale alla micro-tipografia. L&#8217;identit&#224; non &#232; pi&#249; solo un insieme di loghi, ma un linguaggio visivo stratificato, pensato per adattarsi ai mille volti del brand.</p><p>Questo lavoro &#232; una vera masterclass di branding contemporaneo. Dimostra come anche un marchio enorme e apparentemente caotico possa ritrovare chiarezza attraverso il design. Studio Koto ci regala una lezione visiva sul potere della struttura, della coerenza e della bellezza funzionale. </p><p class="button-wrapper" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://youtu.be/zRsLicZmyho&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Guarda il video&quot;,&quot;action&quot;:null,&quot;class&quot;:null}" data-component-name="ButtonCreateButton"><a class="button primary" href="https://youtu.be/zRsLicZmyho"><span>Guarda il video</span></a></p><p><a href="https://koto.studio/work/amazon/">koto.studio/work/amazon/</a></p>]]></content:encoded></item></channel></rss>